Autovelox e omologazione: una sentenza che fa giurisprudenza

Il 2024 ha portato con sé una sentenza di rilievo nel campo del diritto stradale, emanata dal Tribunale di Pavia. Con la pronuncia n. 1144/2024, sono state annullate dieci multe per eccesso di velocità, accogliendo un ricorso di un automobilista che contestava la validità dei verbali notificati ad aprile 2023.

L’argomento centrale è stata la distinzione tra “approvazione” e “omologazione” dei dispositivi di rilevamento, una differenza troppo spesso trascurata ma di fondamentale importanza. Un autovelox approvato, ma non omologato, non è considerato idoneo per accertare in modo legittimo le infrazioni contestate. La Corte di Cassazione aveva già affrontato il tema con l’ordinanza n. 10505 del 18 aprile 2024, confermando che l’omologazione non è un semplice formalismo ma un requisito essenziale per garantire la validità delle sanzioni stradali.

A rendere la sentenza ancora più significativa, sono emerse ulteriori irregolarità nelle procedure di accertamento, come la mancata taratura dei dispositivi e l’indeterminatezza del luogo in cui sono state effettuate le rilevazioni. Grazie a queste constatazioni, l’automobilista vedrà non solo annullate le multe, ma anche restituiti i punti sottratti dalla patente.

Questa sentenza apre un’importante riflessione per tutti i professionisti del settore e gli automobilisti: la corretta omologazione dei dispositivi di controllo è essenziale per la validità delle contestazioni.