Cloudflare non blocca violazioni dei diritti d’autore: la sentenza

Recentemente tribunale di Milano ha espresso la sua sentenza sul ricorso effettuato da Big della musica, Sony music Italia, Universal music Italia e Warner music Itala, che accusavano Cloudflare, società statunitense di content delivery network e fornitore di servizi di hosting, di non prendere misure verso tre siti che violavano i diritti d’autore.

Questa è la prima volta in Italia che un giudice colpisce il fornitore di servizi Dns e non direttamente i siti che operano illegalmente.

Non è la prima volta però che Cloudflare entra a far parte di una vicenda giudiziaria per violazione del diritto d’autore. Infatti, a febbraio 2022, sempre il tribunale di Milano, aveva intimato all’azienda di non garantire più i suoi server a dei gestori di servizi Iptv illegali, che trasmettevano eventi sportivi in streaming senza autorizzazione. Ma in questo caso il tribunale di Roma aveva sollevetao la società di Dns da un coinvolgimento, escludendo le sue responsabilità sul fatto.

L’ordinanza del 18 luglio 2022 invece riguarda proprio l’utilizzo del servizio di Dns da parte dei siti incriminati che violano i diritti d’autore. La sentenza arriva dopo una prima istanza da parte di Agcom nei confronti di Cloudflare. Inizialmente infatti la Federazione contro la pirateria musicale e multimediale (Fpm) e la Federazione industria musicale italiana (Fimi), chiedevano la disabilitazione dell’accesso ad alcuni siti di torrent che violavano i diritti d’autore divulgando illegalmente contenuti. Nonostante l’avvertenza Cloudflare non ha agito in modo da conformarsi alle disposizioni.

La sentenza contro Cloudflare e la violazione dei diritti d’autore

Il giudice ha accolto la richiesta fatta da International federation of the phonographic industry (Ifpi) in rappresentanza di Sony music Italia, Universal music Italia e Warner music Italia, e ha dato a Cloudflare 30 giorni di tempo per impedire agli utenti di accedere ai siti identificati tramite il suo servizio Dns pubblico. Se ciò non fosse rispettato verrà imposta a Cloudflare una sanzione giornaliera di 10mila euro. Inoltre l’azienda di servizio di Dns è obbligata a bloccare eventuali domini futuri da cui questi siti potrebbero operare in violazione del diritto d’autore.

Frances Moore, CEO IFPI, ha commentato: “I servizi di CloudFlare rendevano possibile agli utenti l’accesso ai siti web in violazione del copyright che erano stati bloccati da AGCOM, l’autorità italiana per le garanzie nelle comunicazioni. Questi siti sottraggono entrate ai servizi musicali licenzati e, in definitiva, a coloro che investono e creano musica. Ordinando a CloudFlare di interrompere l’accesso a questi siti, il Tribunale di Milano ha emesso un’importante sentenza che riteniamo invii un chiaro messaggio ad altri intermediari online, i quali a loro volta potrebbero essere soggetti ad azioni se i loro servizi venissero utilizzati per la pirateria musicale”.

Enzo Mazza, CEO di FIMI, aggiunge: «Accogliamo con favore la decisione del Tribunale, che rafforzerà ulteriormente il programma di blocco dei siti in corso svolto dall’AGCOM in Italia, aumentando al contempo l’efficacia delle azioni esecutive attuate dai titolari dei diritti per proteggere i loro contenuti online».


vincenzo maruccio avvocato new11

Questo è il blog personale di Vincenzo Maruccio, dove l’avvocato condivide notizie legate a suoi interessi, come la tecnologia, l’ambiente, l’economia e la finanza. L’avvocato Maruccio svolge la libera professione nel foro romano, nel suo studio dove collabora con altri esperti professionisti. L’avvocato Maruccio ha uno studio professionale dove collabora anche a Milano.