Il rischio della violazione del copyright nell’utilizzo delle Ai

Nella rapida evoluzione delle tecnologie digitali e dell’Ai possiamo trovare lati positivi, ma non manca anche sempre il risvolto della medaglia. Se da un lato questo progresso ci può aiutare a vivere meglio agevolando il nostro lavoro, dall’altro le intelligenze artificiali possono violare dei nostri diritti, come nel caso del diritto d’autore, quando si parla di immagini e testi.

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Stanno spopolando i software e le app che utilizzano le Ai per creare immagini e testi da poter poi riutilizzare nel settore della comunicazione, del marketing o commerciale. Ma quanto è “legale” il prodotto del loro lavoro?

Le Ai rischiano infatti di creare contenuti simili o identici a quelli protetti da diritti d’autore, senza che sia stato esplicitamente concesso il permesso di utilizzo.

Come le intelligenze artificiali possono violare il copyright

Le Ai lavorano e sono progettate con la tecnologia del machine learning, quindi imparano e si migliorano proprio grazie a ciò che trovano online. Quando viene chiesto loro di eseguire un compito, ad esempio scrivere un testo, loro andranno alla ricerca di contenuti online apprenderanno da essi e così potranno riscriverli, creando a volte dei copia e incolla. Per questo quando si utilizzano software del genere bisogna tenere presente anche questo rischio.

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Per proteggere i propri diritti d’autore nell’era delle intelligenze artificiali, esistono alcune soluzioni e diversi strumenti che possono aiutare. Ad esempio, è possibile utilizzare software di monitoraggio per individuare eventuali violazioni del copyright online. Inoltre, è possibile proteggere il proprio lavoro utilizzando marchi di fabbrica, brevetti e altri strumenti legali per garantire che il proprio lavoro sia sempre protetto.

L’utilizzo delle intelligenze artificiali può presentare il rischio di violare il copyright, ma con l’uso di soluzioni e strumenti adeguati, è possibile proteggere i propri diritti e utilizzare queste tecnologie in modo etico e sostenibile.

La Corte di Cassazione si è espressa sulla questione Ai, andando a riformulare la sentenza già espressa dalla  corte di Appello di Genova. Con ordinanza n. 1107 del 16 gennaio 2023, la Corte Suprema ha riconosciuto che un’opera realizzata da Ai è assimilabile con l’elaborazione di un’opera dell’ingegno e per questo può essere protetta dal diritto d’autore.

Possiamo però ritenere ancora poco chiara la gestione delle Intelligenze Artificiali e la possibile violazione del copyright.


vincenzo maruccio avvocato new9

All’interno del blog personale di Vincenzo Maruccio, l’avvocato condivide notizie legate a suoi interessi, come la tecnologia, l’ambiente, l’economia e la finanza. L’avvocato Vincenzo Maruccio svolge la libera professione a Roma all’interno del foro romano. Nei suoi studi, di Roma e Milano, collabora con altri esperti professionisti.