Internet nell’Artico che implicazioni ci sono

Esistono zone del nostro pianeta ancora non raggiunte da internet. Si può pesare che questa sia una buona cosa, sopratutto per l’utilizzo abusato del mezzo, ma in realtà internet è fondamentale per la trasmissione di dati e per la ricerca.

L’artico è una di queste zone ancora icontaminate. Con i suoi 8 milioni di km quadrati è tuttora una zona sconosciuta e affascinate, che vuole essere “colonizzata” da molti Paesi proprio per la possibilità di trovare gas naturale e idrocarburi e metalli. Attualmente la regione è divisa tra Russia, Canada, Stati Uniti, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia.

Che ricchezze ha l’artico?

Questa regione ha una grande ricchezza non ancora sfrutta, qui si possono trovare:

  •  oro,
  • piombo,
  • argento,
  • zinco,
  • rame,
  • ferro,
  • nichel,
  • diamanti e
  • terre rare (come disprosio, neodimio e praseodimio) utilizzati nel settore della tecnologia.

Anche se l’Artico sarà ancora un luogo ostile per l’estrazione dei minerali e dei combustibili per molti anni, purtroppo alcuni stati come l’America e la Russia stanno già iniziano a pensare come potersi muovere.

Una delle prime necessità riscontrate è proprio quella della rete.

Molte sono le potenze che vogliono mettere le mani sulle terre artiche. Per tutelare il territorio e la popolazione locale nel 1996, con la dichiarazione di Ottawa, è stato costituito Consiglio artico, un’organizzazione intergovernativa che ha lo scopo di facilitare la cooperazione tra gli stati che hanno sbocchi sull’area. Oltre ai Paesi con sbocchi sull’artico esistono anche “Paesi osservatori”, come Cina, Italia, Germania e Francia.

Internet nell’artico, che opzioni ci sono:

In questo momento internet nel territorio artico non ha una distribuzione regolare ed omogenea, la sua dislocazione dipende dai satelliti e dalla fibra sottomarina. Questa soluzione però non è possibile per tutte le regioni. Infatti alcune zone, dove i ghiacci sono troppo spessi, sono irraggiungibili dalla fibra. Sono quindi i satelliti lo strumento chiave in questi momento.

  • La Russia già negli anni 60 utilizzava l’orbita Molniya per consentire comunicazioni militari ininterrotte sul territorio sovietico fino a undici ore, ma non era abbastanza efficiente. Tra il 2015 e il 2017 la Russia ha lanciato altri due satelliti che sono in grado di trasmettere diversi segnali. Questo programma spaziale ha permesso di avvicinarsi al concetto di costellazione spaziale, che prevede l’uso di satelliti che volano più vicino alla terra. Questo sistema può avere molte applicazioni future. Entro il 2035 la Russia ha un piano di estrazione di materie prime e un progetto di connessione nelle zone artiche.
  • Gli americani stanno lavorando da un paio di anni in Alaska attraverso il progetto Quintillion, che vuole collegare le città di Tokyo e Londra al fine di migliorare il flusso di informazioni anche commerciali, attraversando la Groenlandia e l’Alaska. Questo vorrebbe dire portare la rete anche in queste zone. Al momento il progetto è in stallo. Al progetto Quintillion, partecipa anche la italiana Leonardo, che afferma di aver fornito finora una rete di comunicazione a cento siti rurali in Alaska.
  • Negli ultimi anni è entrato in scena anche SpaceX che si è messo in competizione con la compagnia inglese OneWeb. Le aziende si contendono gli accordi più redditizi nell’Artico nonché in Gran Bretagna.
  • Huawei sta sperimentando il 5G in alcuni stati artici.
  • La Norvegia ha avviato una partnership con la svedese Ericsson. La stessa direzione è stata intrapresa anche dal governo danese.
  • The Arctic Connect, è un progetto ideato dal ministero dei Trasporti e delle comunicazioni finlandese che intendeva costruire una rete di cavi sotterranea per connettere Europa e Asia utilizzando potenzialmente anche la Via della seta polare, progetto proposto dalla Cina che attualmente però ancora no ha diritti sul paese artico. Il progetto dal momento fermo.
  • Solo qualche mese fa, l’azienda di telecomunicazioni finlandese Cinia ha firmato un accordo con la statunitense Far North Digital per installare una rete di 16.500 chilometri di fibra ottica con l’obiettivo di collegare Europa e Asia.

L’Avvocato Vincenzo Maruccio in questo blog approfondisce i temi di cui è più appassionato come le notizie legate all’ambiente, alla tecnologia, alle start up e alla finanza. L’Avvocato Vincenzo Maruccio pratica la libera professione come legale a Roma essendo abilitato al patrocinio presso la Magistrature Superiori. Lavora nei suoi studi di Roma e Milano, collaborando con diversi professionisti legali