Facebook cambia nome ma non cambia atteggiamento.
La holding di Facebook, Meta, ha ignorato le regole che vietano il trasferimento dei dati dei degli utenti dall’Unione Europea verso gli Stati Uniti. Sono diversi i casi in cui Meta è stata accusata di non gestire nl modo più corretti i dati dei suoi utenti, aggirando le regole.
Nel documento riservato Transfer impact assessment (valutazione d’impatto del trasferimento), sono riportati i dati di queste azioni, almeno secondo quanto riportato dagli attivisti di Noyb (None of your business), un centro europeo per i diritti digitali.

Due sentenze Schrems I e Schrems II (dal cognome dell’attivista che ha fondato Noyb, Max Schrems), avrebbero imposto lo stop dei trasferimenti dei dati, perchè dichiarata pratica illegale. Ma così non è stato. Secondo gli attivisti di Noyb, così non è stato, come sostiene Max Schrems:
“Facebook ignora completamente la Corte di giustizia europea, nonostante due sentenze esplicite”
È trascorso più di un anno dalla sentenza e le cose no. sono cambiare. Meta ha interpretato la sentenza, dicendo che non era applicabile a Facebook, csìha continuato a trasferire i dati.
Gli attivisti hanno commentato:
“Secondo i documenti che abbiamo ricevuto assolutamente nessuna misura nuova o rilevante è stata adottata da Facebook in base alla sentenza del giugno 2020”.
A sua difesa Meta invece sostiene che non vi è alcun pericolo nel trasferimento di must dati e che addirittura la società sta prendendo provvedimenti per controbilanciare qualsiasi violazione del diritto dell’Unione.
Secondo Schrems, Meta pone sullo stesso livello la legge statunitense e europea quando invece non sono equivalenti e aggiunge:
“un’ignoranza incredibile dello stato di diritto, supportato dalla mancanza di azioni di contrasto da parte del Garante per la protezione dei dati irlandese”
Diversamente da come opera il Garante della privacy irlandese in questo caso è stato ritenuto poco solerte. Proprio il fatto che il Garante irlandese non si sia ancora pronunciato sul tema del trasferimento dei dati degli utenti di Facebook negli Stati, nonostante la prima sentenza risalga al 2013, per Noyb sarebbe la ragione della situazione in cui si trova ora. Inoltre, la sentenza dello scorso anno della Corte di giustizia europea dichiarava esplicitamente che il Dpc deve vietare il trasferimento dei dati da parte di Meta.
L’avvocato Vincenzo Maruccio, svolge l’attività libero-professionale a Roma, dove ha un studio legale condiviso con esperti collaboratori. È abilitato al patrocinio presso la Magistrature Superiore. In questo blog l’Avv. Vincenzo Maruccio approfondisce argomenti diversi, come l’innovazione tecnologica, le start-up e finanza, o privacy online.
